Descrizione geomorfologico preliminare
e inquadramento del progetto
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Inquadramento geomorfologico e geologico

Il territorio è caratterizzato dalla presenza delle dorsali carbonatiche dei Monti Lepini, Monti Ausoni e Monti Aurunci disposti, in linea di massima, in direzione appenninica (NW-SE). Più in dettaglio la risorgenza di Capo d’Acqua d’Amaseno si localizza alla base del versante settentrionale degli Ausoni. Questi sono separati dai Lepini da una zona pianeggiante, Piana di Amaseno, interessata dallo scorrimento di diversi modesti corsi d’acqua affluenti del Fiume Amaseno. La piana di Amaseno costituisce una sorta di collegamento tra la Pianura Pontina ad Ovest e la Valle Latina ad Est.

Le litologie carbonatiche sono ascrivibili alla successione laziale-abruzzese di piattaforma carbonatica subsidente (Accordi, 1964; Accordi et al., 1988; Chiocchini e Mancinelli, 1977). La cavità carsica della risorgenza si apre in sedimenti carbonatici (Cretacico sup. –Paleocene) composti principalmente da grainstones e packstones con foraminiferi bentonici, alghe verdi e frammenti di rudiste. Sono anche presenti mudstones e wackstones con piccoli gasteropodi. (Accordi et al., 1988)

La piana dell’Amaseno risulta colmata da sedimenti di tipo alluvionale (Pleistocene – Olocene). Nel settore più settentrionale è presente un punto d’emissione vulcanica con depositi di tipo piroclastico (Accordi et al., 1988).

Da un punto di vista strutturale i Monti Lepini, a Nord della Piana di Amaseno, sono caratterizzati dalla presenza di pieghe ed accavallamenti con traslazione dei terreni verso NE nella parte più settentrionale e zone ribassate da faglie dirette in quella più meridionale. I Monti Ausoni sono invece interessati da un articolato sistema di faglie dirette che ribassano considerevolmente la struttura tanto che in affioramento sono presenti quasi esclusivamente calcari cretacici (Naso et al., 1993).

Inquadramento idrogeologico

L’area d’alimentazione della sorgente di Capo d’Acqua d’Amaseno è identificabile con l’idrostruttura dei Monti Ausoni ed Aurunci. Il complesso carbonatico è intensamente fratturato con una permeabilità secondaria elevata. L’assorbimento annuo è stimato in 750 – 1000 mm d’acqua meteorica. Le precipitazioni vanno quindi ad alimentare ingenti acquiferi basali di importanza regionale che alimentano numerose sorgenti con portata media totale dell’ordine dei 20 m3/sec.

Numero sorgenti nell’area22
Superficie (Km2)908
Dominio di Piattaforma Carbonatica (Km2)901
Complesso Dolomitico (Km2)7
Precipitazione media annua (mm)1276
Portata media misurata (m3/sec)16,8
Portata media stimata (m3/sec)8,0
Portata media totale (m3/sec)24,8
Infiltrazione efficace misurata (mm/anno)583
Infiltrazione efficace stimata (mm/anno)277
Infiltrazione efficace totale (mm/anno)860
Tab. 1 – Dati riepilogativi dell’idrostruttura Ausoni-Aurunci (da Boni et al., 1986 mod.)

Dai valori riportati si evince la considerevole importanza idrogeologica dell’areale in studio e l’utilità di approfondire le ricerche anche avvalendosi di metodologie d’indagine diretta all’interno dei sistemi carsici che, per dimensioni, siano esplorabili da operatori qualificati.


Fig. 1 - Sezione schematica della risorgenza di Capo d’Acqua d’Amaseno (Malatesta & Giordani, 2001) la parte tratteggiata è la sala aerea deniminata Zion a 260m di progressiva

La grotta- Stato attuale delle conoscenze e ipotesi di lavoro

L’esplorazione della grotta , che si apre in località Sorgente Capo d’Acqua nel Comune di Amaseno (FR), a seguito delle esplorazioni compiute da un gruppo di ricerca in seno all’Associazione Speleologica Romana ’86, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2002, ha portato la stessa ad uno sviluppo di circa 350 m. per una profondità massima di 27m. , alle conoscenze attuali.

Morfologicamente la grotta si può suddividere in quattro sezioni caratterizzate:

Alla luce di quanto esposto, la risorgenza di Capo d’Acqua, risulta essere attualmente la seconda o la terza risorgenza speleosubacquea del Lazio per sviluppo spaziale e profondità.

Bibliografia

Accordi B. (1964) “Lineamenti strutturali del Lazio e dell’Abruzzo meridionali” MEM. SOC. GEOL. IT., 4 PP. 595 - 633

Accordi B., Carbone F., Civitelli G., Corda l., De Rita D., Esu D., Funiciello R., Kotsakis T., Mariotti G. Sposato A. (1988) “Note illustrative alla Carta delle litofacies del Lazio – Abruzzo ed aree limitrofe” CNR QUAD. RIC. SCIENT. 114 V. 5 PP. 223

Boni C., Bono P., Capelli G. (1986) “Schema idrogeologico dell’Italia Centrale” MEM. SOC. GEOL. ITAL. V. 35 PP. 991 – 1012

Boni C., Bono P., Capelli G. (1988) “Carta idrogeologica del territorio della Regione Lazio” REGIONE LAZIO – DST UNIROMA1

Chiocchini M., Mancinelli A. (1977) “Microbiostratigrafia del Mesozoico in facies di piattaforma carbonatica dei Monti Aurunci (Lazio meridionale)” STUDI GEOL. CAMERTI V. 3 PP. 109 – 152

Naso G., Tallini M. & Giordano G. (1993) “Da Frosinone a Cassino – Itinerario n. 4” GUIDE GEOL. REG. LAZIO BE – MA EDITRICE. SOC. GEOL. ITAL. PP. 131 - 135