Chi siamo
Il T-cube è un’associazione culturale nata per lo sviluppo di progetti di esplorazione e ricerca, prevalentemente in
ambiente subacqueo, con una spiccata valenza scientifica e culturale.
I progetti gestiti dal T-cube hanno connotazioni di ricerca multidisciplinare coinvolgendo anche Enti ed Organizzazioni
di ricerca istituzionali. L’attività subacquea avanzata viene quindi utilizzata come un potente strumento per raggiungere
obiettivi scientifici coniugando esplorazione e ricerca.
Tra gli scopi del T-cube grande spazio è lasciato allo sviluppo di metodologie innovative di campionamento e studio
degli ambienti sommersi e alla divulgazione dei risultati ottenuti sia attraverso canali istituzionali (convegni e
pubblicazioni scientifiche) sia mediante incontri con un pubblico di non specialisti ed articoli a carattere divulgativo.
A testimoniare l’interesse che questi progetti hanno per il grande pubblico le recenti campagne esplorative
speleosubacquee condotte nella sorgente ipogea “La Foce” sono state documentate da articoli su riviste del settore e da
passaggi televisivi su emittenti locali e nazionali (RAI).
Sebbene la formalizzazione del gruppo come associazione culturale sia recente i soci fondatori (Giorgio Caramanna,
Marco Giordani, Edoardo Malatesta) hanno pluriennali esperienze di attività subacquea in ambiente marino, lacustre e
nella speleologia subacquea.
Componenti
Giorgio Caramanna
| giorgio@t-cube.eu | |
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Da sempre appassionato del mare e dell’attività subacquea, nei primi anni ‘90 inizia un percorso formativo che lo porterà
ad acquisire conoscenze ed esperienze molteplici nelle immersioni con autorespiratore. Parallelamente alla passione per le immersioni sviluppa quella per le Scienze e in particolare per la Geologia. Nel 2001 si laurea in Scienze Geologiche all’Università di Roma “La Sapienza” discutendo una tesi preparata proprio grazie all’impiego dell’immersione scientifica per la raccolta dei dati. Il risultato più importante del lavoro di ricerca è l’esplorazione di una delle cavità allagate più profonde del Pianeta: il Pozzo del Merro. Su queste ricerche viene prodotto un documentario trasmesso dalla RAI nel 2000. Nel 2004 ottiene la qualifica professionale di “ Advanced European Scientific Diver” e IDSA Commercial Scuba Diver. Al momento è impegnato con un dottorato di ricerca presso il Laboratorio Fluidi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Roma “La Sapienza” nello studio degli effetti delle emissioni naturali di gas vulcanici nell’ecosistema marino. Tale studio si inquadra in un’articolata collaborazione con un network europeo di Enti ed Istituti di Ricerca (CO2 GEONET) sulle metodologie di “geological sequestration” della CO2 di origine antropica. Collabora come geologo subacqueo con diversi Enti di ricerca, ha iniziato anche l’attività professionale con uno studio di consulenze e prospezioni geologiche anche subacquee. Nel poco tempo libero si immerge con un gruppo di affiatati amici che spesso lo accompagnano anche nelle più impegnative campagne di ricerca subacquea. |
Marco Giordani
| marco@t-cube.eu | |
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Da bambino ha gettato nel water il pesciolino rosso che gli aveva regalato la nonna materna, per sostituirlo con un "bellissimo"
proteo di nome Casetret. Successivamente, nel periodo dell'adolescenza ha liberato la coppia di pappagallini della nonnina di cui sopra, per montare la loro gabbietta sul suo mono da 12 lt. Quello che per ogni comune mortale è una “grotta” lui la definisce in almeno 23 modi diversi e quello che per noi è un buco lui lo chiama grotta e sopratutto ci si infila dentro, per poi uscirne ridotto come un supplì di fango. Solitamente ha un carattere molto schivo e silenzioso, si illumina però al solo sentire parlare di rilievi, ipogei e sifoni. E’ un uomo dalle mille risorse può essere, infatti, molto utile: in cucina dove è capace di sagolare un arrosto in 5 secondi meglio di Vissani ed in caso di barbecue notturno in campagna avrà sicuramente nel bagagliaio un caschetto con una Tikka della Petzl in grado di illuminare i 50 ettari di terreno intorno alla carne e la stessa, riuscendo così a cuocerle perfettamente. In macchina, anche quando va a Fregene (nota località balneare nei pressi di Roma) a mangiare la pasta con il sugo di ricci, ha con se il kit di sopravvivenza: piccozza, un reel con sagola di almeno 400 piedi, pezzi di camere d’aria per le pinne e scarponcini puzzolenti da trekking ornati da sedimenti vari appartenenti a diverse ere geologiche. by Miridyn |
Edoardo Malatesta
| edo@t-cube.eu | |
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Essendo sin da bambino un po’ robusto, è stato fisiologico ricercare nell’acqua quello che mi negava la gravità sulla
terraferma. Era il 1966 o giù di lì, iniziavo a impratichirmi con l’apnea, le bombole era troppo grandi e pesanti.
D’obbligo la “pinocchio” azzurra. Il tempo passa e con esso la pesca in apnea, i primi corsi ARA base ed estensione
(a quel tempo si chiamavano così), poi vennero le collaborazioni con l’Archeoclub nella campagna di scavi a Ponza nel
1988, i corsi Padi fino a DIVE MASTER e CMAS tre stelle, parallelamente la mia professione si accavalla alla subacquea,
collaborazione con il Centro Iperbarico Romano, sia in camera iperbarica sia come rescue diver in vari eventi, gare
fotosub, manifestazioni subacquee, progetto “la casa in fondo al mare” Ponza 2005. Aggiornamento in medicina subacquea
ed iperbarica presso il Policlinico Umberto I (dove lavoro), finalmente un nuovo campo dove spendere denaro e
grattarmi le corna, la subacquea tecnica, corsi nitrox base ed avanzato e deep air PSA, nel frattempo essendomi
occupato di speleologia è stato ovvio mischiare le due cose e così eccomi ad esplorare sifoni e risorgenze
(capo d’acqua, sventatore, la foce, tana termini, grotta scura), nel 98 corso di secondo grado della Scuola Nazionale
Speleologia Subacquea della Società Speleologica Italiana, contemporaneamente inizia la mia “militanza” nella
Commissione Speleosubacquea del C.N.S.A.S. Ovviamente varie esperienze con miscele ternarie e binarie, trimix
normossico (corso UTR), Heliair, trimix. Collaborazioni occasionali con la Platax srl lavori subacquei... amici che si
“fidano” di me (stolti!!). Oggi vado ancora in acqua qualche performances ogni tanto l’ottengo, oltre alle grotte mi è presa la fissa dei “ferri” (relitti), da quando ho cominciato molte cose sono cambiate intorno a me e nel mondo della subacquea, molte mute ho consumato... ma io sono rimasto “ROBUSTO”. |




